giovedì 27 febbraio 2014

La pasta e fagioli della domenica per EXTRAricette



La pasta e fagioli è forse uno dei piatti poveri più conosciuti della tradizione culinaria italiana, a tal punto che ne esistono diverse varianti in differenti regioni del nostro paese. La tradizione di questo piatto è molto radicata in Veneto ed anche nella mia regione possiamo trovare diverse varianti e rivisitazioni della ricetta.
Per secoli i fagioli sono stati considerati alimento delle classi povere, alternativo alla carne, ed in particolare quì in Veneto i fagioli hanno permesso la sopravvivenza delle popolazioni povere e le hanno salvate dalle carestie e dalle malattie come la pellagra , grazie al loro alto contenuto di proteine. Nelle famiglie povere i fagioli erano il cibo quotidiano e venivano propinati in tutte le salse: fagioli conditi con la cipolla e il lardo, fagioli con il radicchio, fagioli con il pomodoro, polenta con i fagioli, minestra di fagioli, pasta e fagioli ecc. Avete presente la scena tratta dal film Forrest Gump e in particolare il dialogo in cui Bubba illustra a Forrest la storia della sua famiglia e le numerose qualità e ricette preparate con i gamberi? Qui’ in Veneto, nel periodo dopoguerra, era praticamente la stessa cosa, solo che ad avere innumerevoli proprietà erano appunto i fagioli.

Anche nei giorni di festa dunque il menù era a base di fagioli, solo che in questa occasione venivano preparati con un gran cura, e con i migliori ingredienti a disposizione. Ecco quindi la ricetta della pasta e fagioli della domenica :“ tajadee coi fasioi” ( tagliatelle con i fagioli )

Durante la settimana la pasta e fagioli veniva preparata con i fagioli borlotti, oppure con i fagioli all’occhio, nei giorni di festa si usavano i fagioli del papa o di Lima e solo in rarissime occasioni i fagioli bianchi di Spagna; inoltre per insaporire i fagioli durante la settimana si aggiungevano delle ossa di maiale con le cotiche, alla domenica invece si aggiungevano delle ossa di vitello.

Nei giorni lavorativi la pasta impiegata erano dei maccheroncini “ subiotini” alla domenica invece la pasta si preparava in casa: ” le tajadee”.

Quando si parla di fagioli e ci si trova in Veneto è d’obbligo parlare dei fagioli di Lamon, un comune in provincia di Belluno, famoso in tutto il mondo per la produzione dei suoi fagioli.
Delle quattro varietà dei fagioli tipici di Lamon : i fagioli del papa ( varietà Calonega, vedi foto ) è quello che ha le dimensioni maggiori e il suo gusto ricorda molto quello della castagna. Oggi è probabilmente il meno coltivato , ed è difficile da reperire.


Veniamo quindi alla mia ricetta di famiglia.

Ingredienti per 4 persone:

- 300 gr di fagioli del papa
- 2 patate medie
- 1 osso carnoso di vitello
- 1 carota
- 1 gambo di sedano
- 1 gambo di sedano
- 1 cipolla bianca
- 1 rametto di rosmarino
- 1 foglia di alloro
- olio extra vergine di oliva

Il tempo di idratazione di questi fagioli è superiore alla norma, devono essere lasciati in ammollo per almeno 15 ore.

Poi si sciacquano sotto l’acqua corrente, si inseriscono in un tegame capiente con circa 3 litri di acqua, si aggiungono le patate, le carote , il sedano , 1/2 cipolla, rosmarino, alloro e l’osso di vitello.
Devono cuocere per almeno 2 ore; se utilizzate la pentola a pressione il tempo si riduce notevolmente, circa 25 minuti.

In un tegame capiente dal fondo spesso , fare un soffritto con ½ cipolla tritata molto fine, e pochissimo olio extra vergine di oliva, a fuoco molto dolce, perche la cipolla si deve solo imbiondire e non bruciare, poi spegnere il fuoco.

Con il passaverdure ( utilizzare la maglia sottile ) passare i fagioli e porli in un tegame con il soffritto , aggiungere il sale e far cuocere sino a quando i fagioli avranno ottenuto la consistenza di una crema.

Ed ora procediamo con la preparazione delle tagliatelle.
Dosi per 4 persone:

Ingredienti per le tagliatelle:

- 200 gr. di Farina Miscela per pasta fresca Molino Chiavazza
- 2 uova biologiche
- qualche goccia di succo di limone biologico.
- un pizzico di cannella
- un pizzico di sale

Setacciare con cura la farina sulla spianatoia e formare la classica fontana, e al centro formare un incavo, rompere le uova e versarle nell’incavo, con qualche goccia di linone, un pizzico di cannella ed un pizzico di sale.
Sbattere le uova con una forchetta, quindi iniziare ad incorporare la farina con la punta delle dita, partendo dai bordi della fontana, continuate l’operazione carpendo di volta in volta un po’ di farina, in modo che lentamente le uova siano completamente assorbite.

Lavorate con le mani il composto per alcuni minuti, avendo cura di cospargere di tanto in tanto la spianatoia con un poco di farina.



Continuate in questo modo sino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo , poi formate una palla avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare per 15 minuti circa.



Dividete la pasta in pezzetti quindi passatela con l’apposita macchinetta allo spessore desiderato ( nel mio caso n° 3 ) . Lasciate asciugare la sfoglia per qualche minuto , quindi passatela nell’apposita bocca per tagliatelle. Fate asciugare le tagliatelle stendendole nello stendi pasta . Per questa ricetta le tagliatelle devono essere completamente asciutte.

Un tempo non tutte le massaie possedevano lo stendi pasta, quindi si ingegnavano con quello che avevano a disposizione. Ricordo che quando ero bambina, mi ero recata da una vicina di casa, e quando sono entrata nella sua cucina c’era una grande quantità di tagliatelle stese ad asciugare su dei manici di scopa in legno, ricordo ancora il mio stupore.

Quando le tagliatelle non sono completamente asciutte, arrotolatele a forma di piccola matassa e lasciatele asciugare completamente.



Ingredienti aggiuntivi della ricetta:

- olio extra vergine di oliva
- pepe nero in grani

Sgretolate grossolanamente le tagliatelle con le mani ( un pugnetto a persona è la dose che risulta dall’antica ricetta ) e fatele cuocere nella crema di fagioli, mescolando spesso con cucchiaio di legno. Guarnire il piatto con un filo d’olio extra vergine di oliva, e una macinata di pepe nero. Formaggio Montasio stravecchio grattugiato, a piacere.

Vino consigliato: Merlot rosè del Veneto Orientale.

Questa ricetta partecipa al progetto editoriale EXTRARicette e  al volume ExtraPasta 


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martedì 18 febbraio 2014

Fettuccine al sugo di storione con capperi croccanti




In uno dei miei precedenti post vi ho parlato dell'allevamento dello storione, qui oggi vi presento una ricetta realizzata con lo storione.

Ingredienti per 4 persone :

300 gr. di pasta fresca all'uovo ( io fettuccine )
200 gr. di polpa di storione
70 gr. di capperi croccanti Bonomo&Giglio La Nicchia
1 cipollotto fresco
1 foglia di alloro
1 spicchio d'aglio
1 ciuffo di prezzemolo
una noce di burro Alpi Brazzale
3 pomodori ramati maturi
70 ml. di vino bianco
sale e pepe q.b.
olio extra vergine Bonomo q.b.


Per dare un tocco originale alla mia ricetta ho usato dei capperi croccanti , originale prodotto nato dopo una lunga ricerca sulle materie prime da parte dell'azienda Bonomo & Giglio.

I capperi vengono dissalati e poi essiccati con una speciale tecnica che permette di mantenere intatti i loro profumi intensi , croccantezza e sapore.
Sono ideali per gli aperitivi e perfetti per dare croccantezza a piatti morbidi e delicati.


Procedimento : tuffare i pomodori in acqua bollente per 2 minuti ,eliminare buccia e semi , tagliare la polpa a cubetti poi lasciarla scolare in colino.
Tritate finemente il cipollotto, fatelo rosolare in una padella con una noce di burro e 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva assieme ad uno spicchio di aglio, poi aggiungete lo storione tagliato a piccoli cubetti. Dopo una leggera rosolatura , aggiungete il vino bianco e lasciatelo evaporare , fate cuocere a fuoco dolce per 5 minuti poi spegnete il fuoco , al termine regolate di sale e pepe.
Mettete sul fuoco un altro tegame con 1 cucchiaio di olio extra vergine e una foglia dì alloro ,  quando l'olio è caldo aggiungete i cubetti di pomodoro, fateli saltare velocemente ( cottura 5 minuti ) poi regolate di sale.
Incorporate poi i pomodori al sugo di storione , assieme ad un trito di prezzemolo, mescolate per amalgamare bene il tutto.
Fate la cuocere la pasta in acqua bollente salata , scolatela al dente poi fatela saltare nel sugo di storione .
Presentazione : servite al centro del piatto un nido di fetuccine ,   poi spolverate sopra una piccola manciata di capperi croccanti , decorate a piacere con del prezzemolo e erba cipollina.
 
Vino consigliato: Riesling Oltrepò Pavese



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domenica 16 febbraio 2014

Logex , il perfetto alleato per la cura della casa



Logex è un marchio registrato di Sisma Group S.P.A , azienda leader nella produzione e commercializzazione di articoli per la cura e l' igiene della persona, per le cure medicali, per aperitivi, feste e party, nonché per la cura e pulizia della casa.
E' nata a Mantova nel 1965 ad opera della famiglia Lotti.
L'innovazione e la qualità sono sempre perseguite da Sisma Group e dai marchi del gruppo: Cotoneve, Farmacotone, Samurai e Logex.

Qui di seguito vi parlerò della linea Logex che comprende un vasto assortimento di prodotti in grado di soddisfare le diverse necessità legate alla cura della casa e al benessere domestico.
Ho personalmente provato le novità , assieme ad altri prodotti di questo brand e vi posso assicurare che la forza di Logex sta nei fatti, non nelle promesse: grazie alla vasta gamma di prodotti, realizzati con materiali di alta qualità , efficaci, ma allo stesso tempo delicati sulle superfici e rispettosi dell'ambiente , è infatti l'alleato ideale per affrontare e risolvere ogni specifica esigenza di pulizia in modo pratico e veloce.
Inizio col presentarvi i nuovi articoli di Logex :


Panno Spugna: è composto al 100% da fibre di origine vegetale (70% cellulosa e 30% cotone), che lo rendono insuperabile per assorbenza e resistenza. Pulisce con facilità e asciuga rapidamente ogni superficie della casa senza lasciare aloni. Ultra resistente, rimane intatto anche dopo innumerevoli usi e, grazie all’efficace trattamento con antibatterico, è garanzia di igiene e sicurezza.


Nuovi Guanti Water Stop : grazie al risvolto particolarmente aderente il nuovo guanto Water Stop di Logex mantiene mani e braccia sempre asciutte, preservandole dal contatto indesiderato con acqua e detergenti. La felpatura interna 100% cotone e la speciale zigrinatura su palmo e polpastrelli garantiscono in ogni momento il massimo comfort e praticità. L’allegra tonalità dei guanti, color fucsia madreperlato, permette inoltre di mantenere quel tocco di femminilità e brio anche durante le mansioni domestiche.
Ho molto apprezzato questo prodotto per l'ottima felpatura interna e per l'alto risvolto particolarmente aderente .
 


Nuove Mollette Regular e Strong: nuovo design tutto colorato, divertente e sicuro, rivoluzionerà il modo di stendere i vostri capi! Le Mollette Regular per carichi normali sono l’ideale per stendere il bucato senza lasciare segni evidenti sui capi; le Mollette Strong, invece, sono pensate per stendere anche il bucato più pesante come jeans, maglioni e accappatoi: la pratica presa antiscivolo, inoltre, le rende comode e pratiche all’utilizzo.

Poi ho provato personalmente anche questi prodotti :
 





Guanti ipoallergenici , con ridotto rischio di allergie , senza felpatura interna , con presa sicura e antiscivolo .




Panni spugna in cellulosa , super assorbenti, ideali per lavare ed asciugare tutta la superfice della cucina. Di piccole dimensioni, super morbidi , ideali anche per stoviglie , piatti e bicchieri.





Panni bagno verdi , realizzati con una speciale trama per risciacquare senza fatica . Ideali per la vare e asciugare tutte le superfici del bagno.





Panno casa multiuso, spolvera, lava , asciuga . Ideale per ogni superficie domestica.








Molto validi anche il panno pavimenti in cotone e le spugne in acciaio

Sono molto soddisfatta dei prodotti Logex che ho personalmente tastato, sono ideali per soddisfare le diverse necessità legate alla pulizia e cura della casa .
Per visualizzare tutta la gamma dei prodotti Logex , visitate questa pagina : Sisma Group.com
 
Per qualunque esigenza su prodotti, se desiderate esprimere la vostra opinione, contattate qui il servizio clienti.
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venerdì 14 febbraio 2014

PhotoVogue : Les Intenses



È da oggi aperta al pubblico nella cornice del Museo Minguzzi di Milano la mostra Les Intenses, un'indagine fotografica sul tema dell'intensità ideata da Nespresso in collaborazione con Vogue.it, per celebrare l'introduzione di Kazaar e Dharkan, le due miscele di caffè più forti e robuste, nella gamma permanente dei Grand Cru.

Da sempre all'avanguardia nel mondo dell'arte e del design, Nespresso ha direttamente selezionato tra le oltre 2500 immagini caricate su PhotoVogue quelle che sono riuscite a esprimere meglio la forma, il colore e il mood intenso che riverbera nei sapori e nelle sfumature della propria gamma di caffé Grand Cru.
 
Le foto dei 22 fotografi protagonisti, Vivienne B, Valeria Cardinale, Roberto Carnevali, Patrick Citera, Silvia Mozzachiodi, Chantal Formizzi, Diocleziano Galella, Gabriele Canfora, Michal Zagorski, Elisa Donato, Stephen John R. Alano, Anja Butti, Tomasz Pasula, Emily Hillier, Maarten Schröder, Agustina Prats, Rosanna Ruzzai, Francesca Anichini, Ambra Pegorari, Monia Merlo, Anna Till e Benedetta Falugi, sono state  stampate su pannelli ed esposte nella  mostra a cura di Nespresso.

Questa è la foto di Diocleziano selezionata ed esposta alla mostra dal titolo :  D’autunno… le foglie .


A questo link potete visualizzare tutte le 22 foto esposte alla mostra .
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mercoledì 12 febbraio 2014

Mezze maniche alla carbonara di trota affumicata e radicchio trevigiano



La ricetta della carbonara è molto conosciuta e diffusa , ed è un piatto dalle origini incerte . Una cosa però è certa ,  per i romani la carbonara è sacra . Quindi non volendo offendere nessuno diciamo subito che la mia carbonara non è stata realizzata seguendo l'originale ricetta , ma è una divagazione realizzata con dei prodotti veneti di altissima qualità .

Ingredienti per 4 persone :

⦁ 320 gr. di mezze maniche
⦁ 170 gr. di radicchio di Treviso IGP
⦁ 90 gr. di trota affumicata del Sile
⦁ 1 uovo bio
⦁ 1 tuorlo bio
⦁ 1 spicchio d'aglio
⦁ 1 foglia di alloro
⦁ la punta di un cucchiaino di polvere d'arancia
⦁ sale fino
⦁ pepe nero
⦁ olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : lavare il radicchio, asciugarlo e tagliarlo a striscioline . Far rosolare lo spicchio d'aglio in una padella con un filo di olio extra vergine di oliva , aggiungere poi il radicchio e la foglia di alloro, poi farlo saltare velocemente , spegnere il fuoco, eliminare lo spicchio d'aglio e la foglia di alloro, poi  salare.
Tagliare a striscioline la trota affumicata . In una ciotola sbattere l'uovo con il tuorlo , poi aggiungere un abbondante macinata di pepe nero e la polvere d'arancia , mescolare bene.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla al dente , poi farla saltare nel sugo di radicchio . Fuori dal fuoco unire le uova sbattute e le striscioline di trota affumicata. Decorare a piacere con un ciuffo di radicchio.

Abbinamento consigliato : Marzemino IGT trevigiano





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domenica 9 febbraio 2014

Tour nella Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco



La zona di produzione del radicchio Rosso Tardivo di Treviso si estende nelle province di Treviso, Padova e Venezia : si tratta complessivamente di 41 comuni di pianura che occupano una superficie totale di 1.156 kmq.
L’area di produzione del radicchio rosso di Treviso è sicuramente una delle più ricche di beni storici e paesaggistici dell’intera pianura veneta .Ciò è dovuto sia alle sue peculiarità ambientali sia, ancor più, alle vicende storiche che l'hanno interessata e che hanno lasciato importanti tracce nel paesaggio e nell’assetto territoriale. Riguardo agli aspetti ambientali va in primo luogo citato il Sile che, come noto, è forse il più lungo fiume di risorgiva d’Europa. La sua importanza naturalistica ha indotto la Regione Veneto ad istituirvi un Parco Regionale. Successivamente, l’intero parco è stato inserito nella rete Natura 2000, a testimonianza della sua rilevanza non solo nazionale.

Nell'ambito della Festa del radicchio di Dosson di Casier abbiamo partecipato ad un tour per conoscere le eccellenze e la storia del territorio . La leggenda narra che il radicchio di Treviso nacque proprio qui a Dosson di Casier ( TV ) intorno al 1600.
I radicchi, anche conosciuti come Fiori d'inverno,  protagonisti della produzione orticola nazionale, contribuiscono con la loro fama a rafforzare l'appeal turistico del loro territorio.
 La zona di produzione è infatti una delle più ricche di beni storici e paesaggistici dell'intera pianura veneta, tanto che ben tre percorsi delle strade del radicchio portano a storiche ville, a castelli, a oasi naturalistiche e a mulini secolari ; noi infatti abbiamo seguito uno di questi percorsi .

Prima tappa del tour " La troticoltura a Santa Cristina a Santa Cristina Quinto di Treviso ( sito storionedelsile.com ) .


La famiglia Bresciani, nel settore ittico da quattro generazioni, nel 1963 ha avviato quest'azienda agricola di allevamento di pesci d'acqua dolce, su di un'area all'interno del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, in prossimità delle sorgenti del fiume stesso.
L'azienda" Troticoltura S. Cristina " si estende su una superficie di circa venti ettari, di cui oltre la metà di specchio d'acqua, dove vengono allevate, all'interno di un ambiente naturale, più di una decina di specie di pesci d'acqua dolce, in oltre un centinaio di vasche apposite, dal fondale ghiaioso, approvvigionate con acqua attinta da pozzi e con acque derivate dal contiguo fiume Sile che, in questo tratto prossimo alle sorgenti, sono ancora pure e limpide.
 Attrezzata di moderne strutture ed impianti all'avanguardia per il monitoraggio continuo del tenore dell'ossigeno e della temperatura delle acque, è in grado di soddisfare l'intero ciclo produttivo dalla riproduzione, schiusa, avannotteria, novellame, al preingrasso e finissaggio.


la nursey
Questa è la nursey delle trote, ogni vasca contiene 50.000 uova ed ha una resa del 75 %. Ci sono 6 vasche per un totale di 300.000 uova.


Le trote di 1 mese, a questa età vengono divise per dimensione.
 
Già dal 1998, anticipando la decisione CE che dal I° gennaio 2001 vieta l'utilizzo e la detenzione di mangimi contenenti farina di carne, l'azienda ha preteso dai propri fornitori la disponibilità di materia prima contenente come fonte proteica esclusivamente farina di pesce ( pesce azzurro di basso pregio commerciale proveniente dai mari del sud America ). L'azienda produce e commercializza, consegnando con propri speciali mezzi di trasporto, alcune migliaia di quintali di pesci di trota iridea, trota iridea albina, trota fario, salmerino, storione, carpa comune, carpa erbivora, pesce gatto, pesce gatto americano, destinati al consumo alimentare, al ripopolamento di acque pubbliche e alla pesca sportiva. Da sottolineare che le trote allevate sono certificate con marchio di qualità .

Qui viene allevato lo storione :



Uno storione di 3 Kg. :


In questa zona i pesci si riproducono naturalmente :


Un asinello sul parco del Sile :
 

Come seconda tappa del tour abbiamo visitato un'azienda produttrice del radicchio rosso di Treviso . Siamo giunti a Scorzè  (VE ) ed abbiamo visitato l'Azienda Agricola Bellia Claudio .


L’azienda agricola viene fondata da Elia Bellia nel 1969, è un'azienda a conduzione familiare con la moglie Lucia, la figlia Graziella ed il figlio Claudio . L'azienda si orientò nella produzione di ortaggi, in particolar modo del radicchio rosso. Nel 1990 Elia, per raggiunti limiti di età lavorativa, lascia al figlio Claudio la guida dell’azienda.

Il fondatore dell’azienda Elia Bellia , 90 anni.


L’azienda ha adottato un ordinamento produttivo di tipo zootecnico ed orticolo. Iscritta al Consorzio per la tutela del Radicchio di Treviso e di Castelfranco I.G.P ed nel 2008 iscritta al Consorzio dell’Asparago di Badoere I.G.P, realizza la valorizzazione di questi prodotti orticoli con la lavorazione in pieno campo, con la lavorazione nel centro aziendale e quindi con la vendita del prodotto finito ottenuto secondo un lay-out specifico, specialistico e personalizzato nel rispetto delle norme sanitarie di igiene degli alimenti e dei locali di lavorazione .
 
Nel 2009, l’azienda di Bellia Claudio, si avvale dell’inserimento del figlio maggiore Damiano.
 
Dal 2010 l’azienda, con grande rammarico, decide di abbandonare l’attività zootecnica per la grave crisi che ha colpito il settore e dedica completamente le proprie risorse ed energie alla coltivazione dei seguenti prodotti:  
 
Radicchio Rosso di Tv I.G.P. nelle varietà precoce e tardivo per eccellenza
Asparago di Badoere I.G.P. bianco e verde
Piselli De.co. (denominazione Comunale)
Porri
Mais
Frumento
 
Damiano , figlio del titolare ci ha spiegato le varie fasi della filiera del radicchio rosso di Treviso IGP. Le operazioni di semina per il radicchio rosso tardivo e precoce devono essere effettuate entro il mese di luglio, direttamente in campo o in contenitori.
L'eventuale trapianto si effettua entro il mese di agosto. Le operazioni di raccolta per il radicchio rosso tardivo si effettuano a partire dal 1° novembre e comunque dopo che la coltura abbia subito almeno due brinate per favorire la colorazione rossa della pianta.
Per questa prima fase le piante di raccolta, con circa 15 cm. di radice, vengono pulite dalle foglie più esterne e dalla terra eventualmente rimasta aderente alla radice.  
Quindi i cespi vengono collocati in gabbie di plastica a fondo retinato o traforato per una quantità pari a circa 20 kg. Le gabbie riempite dei cespi vengono allineati in solchi profondi circa 20 cm e protetti con tunnel in modo da impedire maggiori bagnature dei cespi in caso di precipitazioni atmosferiche o di scioglimento di brinate notturne. I tunnel devono garantire la massima areazione dei cespi.
 
Si procede quindi con la fase forzatura-imbianchimento :

Questa fase è l'operazione fondamentale che consente di esaltare i pregi organolettici, merceologici ed estetici del radicchio rosso tardivo. Si realizza ponendo i cespi in condizioni di formare nuove foglie che, in assenza di luce, sono prive o quasi di pigmenti clorofilliani, mettono in evidenza la colorazione rosso intensa della lamina fogliare, perdono la consistenza fibrosa, assumono croccantezza ed un sapore gradevolmente amarognolo.  
La forzatura del radicchio rosso tardivo avviene mediante utilizzazione di acqua risorgiva dalla temperatura di circa 11 °C. I cespi vengono collocati verticalmente in ampie vasche di cemento protette con materiale in plastica ed immersi fino al colletto per un periodo massimo di 25 giorni  ( il periodo varia in base alle temperature esterne ) .


Qui siamo in visita ai locali adibiti alla fase forzatura-imbianchimento . sui lati si vedono le cassette con il radicchio .

A completamento delle operazioni di imbianchimento e forzatura i cespi nelle gabbie vengono messi a scolare per 24 ore, operazione necessaria per eliminare l'acqua in eccesso .


Seguono le operazioni di toilettatura con le quali si liberano i cespi dalle cassette, si asportano le foglie deteriorate o prive dei requisiti minimi fino ad ottenere un germoglio con le sue caratteristiche previste, si taglia e si scorteccia il fittone in misura proporzionale alle dimensioni del cespo.



L’operazione di toilettatura deve essere eseguita immediatamente prima dell'immissione al consumo del prodotto. Terminata la toilettatura il radicchio si colloca in capaci recipienti con acqua corrente per essere lavato e confezionato.


Il radicchio al momento della spedizione viene imballato nelle apposite cassette e come ultima operazione viene impresso il bollino IGP.


Il radicchio di Treviso con al centro il radicchio di Castelfranco.


In questo espositore potete notare anche la presenza del radicchio rosa di Verona ; ultimo arrivato nell’azienda Bellia .
Il buffet realizzato presso l'azienda agricola Bellia Claudio è stato realizzato dallo Chef Francesco Benetton del ristorante " Ai Savi " di Peseggia di Scorzè.

Foto Azienda Bellia Claudio
Buffet realizzato con piatti tipici a base di radicchio, quali il radicchio agrodolce , il radicchio in saor , il radicchio pastellato, il radicchio grigliato e il risotto con il radicchio.
 
Formaggi offerti dal Caseificio Artiginale Zanchetta a Casale sul Sile ( TV ).
 
E come dolce : le originali frittelle al radicchio realizzate sempre dallo chef Francesco Benetton. Seguite i prossimi post per conoscere le altre tappe del tour.
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giovedì 6 febbraio 2014

Le originali ricette con Patatina San Carlo Rustica


L’azienda San Carlo, è nata nel 1936 , ad opera di Francesco Vitaloni, che apre a Milano , in via Lecco 18 , una rosticceria, e che in onore della vicina chiesetta viene intitolata a San Carlo. Vi si frigge un po’ di tutto dal pollo al vitello, dal pesce alle verdure . Ma la rosticceria San Carlo si distingue ben presto, per una specialità rivoluzionaria per quei tempi “ le patine croccanti “, che il sig. Francesco, coadiuvato dalla moglie Angela e dal figlio Alberto, fa distribuire alle panetterie e ai bar del circondario .
 

Inizialmente la produzione è limitata , 20 Kg. di patatine al giorno, ma quelle patine sono molto apprezzate, tutti le vogliono, e sono destinate a fare molta strada.
Da allora l’azienda piano , piano è cresciuta , sino a diventare leader indiscussa del mercato, sempre attenta allo sviluppo e all’innovazione costante.
Le patatine San Carlo sono genuine come una volta e pur sempre nuove. Per ogni specialità San Carlo sceglie l'interprete più adatta: patate di altissima qualità, coltivate con cura e rispetto dell'ambiente, lavorate con sapienza artigiana e allegria inventiva.

Ed ora vi presento la novità , l’ultima nata in casa San Carlo “La Patatina Più Rustica San Carlo “ .

Queste patatine sono più spesse rispetto alle classiche, circa il doppio, e questo le rende particolarmente adatte per aperitivi e stuzzichini, ideali per fare bella figura anche ad un buffet , sono belle ed invitanti e dal sapore irresistibile.
 
Ma non solo, avete avuto l’occasione di vedere a Master Chef quali ricette è possibile realizzare con la rustica San Carlo ? Basta sbizzarrire la fantasia e con la maestria dello Chef Roberto Valbuzzi, ecco il risultato : due originali e deliziose ricette da provare , perfette per stupire i vostri ospiti.


Canapè alla patatina San Carlo Rustica

Pollo alla patatina San Carlo Rustica

Le possibili ricette sono innumerevoli, e grazie allo spunto offerto dallo chef Roberto Valbuzzi, vedrete prossimamente sul blog anche una mia creazione .
E se fosse capitato a voi di trovare nella mistery box , le patatine San Carlo più rustiche,  cosa avreste realizzato ?

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