mercoledì 19 novembre 2014 31 commenti

Tosti , bollicine, vini, aperitivi, liquori e amari dal 1820.


L’azienda Tosti è situata a Canelli, nel cuore della zona di produzione del Moscato Bianco a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, un territorio unico al mondo per vocazione vitivinicola.


Due secoli di vendemmie significano storia. Dal 1820 Tosti infatti produce vini e spumanti ed è un’azienda familiare guidata da sette generazioni dalla famiglia Bosca.
Un patrimonio fatto di cultura e tradizione che ha portato a individuare le migliori zone e i migliori metodi di lavorazione delle uve. Duecento anni di esperienza che, oggi più che mai, guidano l’azienda nelle scelte e nelle sfide di domani.
 
Dal 1820, attraverso i propri prodotti, Tosti regala momenti d’incontro e allegria, situazioni piacevoli e leggere come le bollicine. Tosti e i vigneti di Canelli, ovvero la creatività, la tradizione e la storia di un territorio straordinario.

Cenni storici :
nel 1527 , un soldato di ventura d’origine lanzichenecca, sulla strada del ritorno, dopo aver messo a ferro e fuoco la città di Roma, attratto dalla bellezza dei luoghi, si ferma a Canelli e decide di coltivare la terra. Con il passare degli anni, il suo nome Bosch si italianizza in Bosca e la proprietà si tramanda prima ai figli e poi ai nipoti, che continuano a coltivare le terre.

Nel 1820 nasce ufficialmente l’inizio ufficiale dell’attività di produzione e commercializzazione della Giovanni Bosca, ne è prova la ricevuta relativa al pagamento della regia gabella del 1820.

Nella seconda metà dell’800, ( 1850 )le realtà vinicole del territorio di Canelli progrediscono, mettendo a punto il sistema di spumantizzazione Classico Brut, e si sviluppano con l'applicazione di questo metodo all'imbottigliamento del Moscato.

Nel 1900 , grazie alle tecniche di produzione sempre più specializzate, inizia il commercio del vino in bottiglia, soprattutto con le zone limitrofe della Francia. Da allora l’azienda ha conquistato gradualmente tutto il mercato mondiale .
 
Negli anni ’50, soprattutto negli USA, l’azienda decide di affiancare al marchio principale Giovanni Bosca altri marchi di fantasia, per evitare la concorrenza tra i distributori. Il marchio Tosti riscontra subito successo: somiglia a toast (brindare) e taste (assaggiare) e ha assonanza con la parola Asti. Il brand name Tosti raggiunge così, in breve tempo, il secondo posto per importanza nel mercato USA.


I vini Tosti ottengono ogni anno prestigiosi riconoscimenti e certificati di qualità nazionali e internazionali.
Ultimo, solo in ordine temporale è la   Gran medaglia d’oro all’Alta Langa Tosti  al Concorso enologico di Vinitaly 2014
 



Il più grande riconoscimento per Tosti sono però i 15 milioni di bottiglie vendute nel mondo a consumatori soddisfatti: motivo di grande orgoglio e spinta per continuare a migliorarsi nel futuro.

Prodotti :
dalle bollicine metodo classico a quelle charmat, passando attraverso a grandi vini DOC e DOCG della tradizione italiana, arrivando agli aperitivi e finendo con amari e liquori tradizionali. La produzione Tosti è guidata da un team di enologi di primo piano che coordinano uno staff tecnico di grande esperienza e competenza. Le uve selezionate, provenienti da circa 300 famiglie di conferenti, rappresentano il vero patrimonio del marchio Tosti e sono quelle che hanno le caratteristiche migliori per la produzione dei vini.
Per conoscere tutta la gamma dei loro prodotti vedi qui .

Vini che ho personalmente tastato e presto vi farò conoscere gli abbinamenti cibo-vino :

Prosecco Doc Tosti



Il Prosecco Tosti è il risultato di un armonioso equilibrio nato tra le uve di Prosecco a Denominazione di Origine Controllata e la storica e tradizionale cultura produttiva di Tosti. Un felice incontro per un Prosecco DOC ideale come aperitivo, a tutto pasto e after hours. Colore giallo paglierino scarico con riflessi brillanti. Profumo gentile e fresco. La delicata nota aromatica si fonde con le note fruttate .


Pink Moscato Tosti

Bollicine dolci , delicate e profumate come i petali di rosa, vivaci e sorprendenti come il rosa shocking! Il Pink Moscato Tosti è ideale per aperitivi, a tutto pasto e after hours all’insegna della freschezza, del colore e della seduzione. Colore rosato brillante con riflessi porpora. Profumo fruttato, fresco. L’aromaticità si si sposa elegantemente con i sentori di lampone, marasca e bacche rosse. Sapere intenso, fragrante; alcolicità dolcezza ed acidità sono in perfetto equilibrio .





lunedì 17 novembre 2014 35 commenti

Risotto al radicchio con Emmentaler DOP, pistacchi e pancetta .



Il tema del contest #noiCHEESEamo,
contest che si svolge in collaborazione con il blog Peperoni e Patate e Formaggi della Svizzera è : "Le ricette del cuore". Ho deciso di rivisitare un classico della cucina veneta : il risotto al radicchio , un piatto che io adoro. Ho mantecato il risotto al radicchio con una noce di burro e dei cubetti di Emmentaler , ho decorato il piatto con delle fettine di Emmentaler spennelate con un filo di miele d’acacia e spolverate con delle briciole di pistacchi, ed infine ho decorato con una rosa di pancetta.
 
Per il contest si richiede anche il nostro pensiero per quel che riguarda la differenza sia visiva che gustativa tra i 2 formaggi. I due formaggi sono entrambi ottimi, L’emmentaler Dop ha un sapore e un profumo delicato, lo adoro da quando ero bambina. Le Gruyère DOP invece ha un profumo più intenso, gusto deciso, ed è perfetto oltre che per essere gustato da solo, anche per mantecare paste e risotti.

Ingredienti per 4 persone :
240 gr. di riso carnaroli
150 gr. di Emmentaler Dop
2 cespi di radicchio precoce di Treviso
7 fette di pancetta piacentina Dop Salumificio Peveri
700 ml. di brodo vegetale
1 spicchio d’aglio rosso di Sicilia Bonomo
1 cucchiaio di miele d’acacia
2 cucchiai di pistacchi tritati
1 foglia di alloro
1 noce di burro
sale fino q.b
pepe bianco q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento: lavare ed asciugare con cura il radicchio e le erbe aromatiche. Tagliare a striscioline i radicchio . Tritare finemente 3 fette di pancetta piacentina.
Dal formaggio ricavare 16 piccoli rettangoli, spennellarli con il miele e spolverare con i pistacchi.
Iniziamo a preparare il risotto : in un tegame far rosolare con un filo di olio extra vergine di oliva , uno spicchio d’aglio e la foglia di alloro, aggiungere la pancetta tritata e farla rosolare , quindi aggiungere il radicchio e farlo ben rosolare . A questo punto aggiungere il riso , farlo tostare , sfumare con un mestolo di brodo, mescolare , aggiungre gradualmente il brodo e portare il riso a cottura .  Eliminare lo spicchio d'aglio e la foglia di alloro . Mantecare il riso con una noce di burro e i cubetti di Emmentaler. regolare di sale e pepe.
 
In una padella antiaderente far rosolare velocemente le rimanenti fette di pancetta.
 
Presentazione : porre al centro del piatto un nido di risotto, decorare con i rettangoli di Emmentaler ai pistacchi e con rosa di pancetta piacentina.
 
Vino consiglio : Lison Pramaggiore del Veneto Orientale.
 
Con questa ricetta partecipo al contest : #noiCHEESEamo




lunedì 10 novembre 2014 51 commenti

Ristorante la piramide , un incrocio di sapori tra la cucina salentina e la cucina friulana.


Il ristorante La Piramide , si trova presso l’hotel Patriarca di San Vito al Tagliamento ( PN) , si caratterizza per l’incrocio di sapori tra la cucina salentina e la cucina friulana.

 
 I menù vengono predisposti mettendo al centro del progetto di realizzazione dei piatti il miglior prodotto, sfruttando la stagionalità, la freschezza e la genuinità, ed esaltandone il gusto.
 Attenzione massima viene posta nella ricerca di ricette nuove, rivisitate che permettano di stimolare l’ospite nello scoprire e nell’assaporare le eccellenze della zona, magari proposte in modo originale e creativo.
 La cucina è sia di carne che di pesce, tutti i primi piatti, cosi come i dessert vengono fatti in casa. La struttura dispone di una sala principale e due per banchetti, meeting, piccole o grandi cerimonie. Nel periodo estivo terrazza-giardino all’aperto, all’ombra della torre Raimonda, porta di ingresso del centro storico medievale.


Chef del ristorante la piramide è Cristina Milelli , classe 1973, salentina doc,  ma trapiantata nel Pordenonese da una decina di anni .
Ha maturato esperienze importanti non solo nel Salento e in Friuli Venezia Giulia ma anche in rinomati ristoranti stellati in Piemonte e in Spagna.
 La Sua cucina è tradizionale ma rivisitata utilizzando le più moderne tecniche, senza snaturare il prodotto , cercando sempre la massima esaltazione del gusto. Fanatica nella ricerca maniacale del giusto prodotto cercando sempre di valorizzare il territorio, sia esso Salentino o Friulano. Fa parte della Uir (Unione Italiana Ristoratori) ed effettua Show Cooking in tutta Italia , anche per conto di Conad, con il marchio Sapori & Dintorni.
Ed ora vi presento la sala interna del ristorante
 

 


e i piatti che abbiamo degustato.
Abbiamo iniziato con un entrée di benvenuto :

Crostino con coppa di testa , pomodori secchi e carciofi


Antipasti :  

Burrata in pasta Kataifi con capocollo di Martina Franca


Primi piatti :

Cjalsons “ Alla Patriarca “ con Pitina della Val Tramontina e formaggio Asino
(con ricotta friulana affumicata e gocce di burro fuso )



Tagliatella rustica alla regina di San Daniele
( con le sue pregiate uova )


Secondi piatti :

Rotolo di sella di maialino da latte, farcito da porcini salsiccia e pistacchi.


Dolce :

Pasticciotto Salentino con crema e amarena ( abbinato ad una salsa di mosto cotto )


Come potete notare abbiamo scelto alcuni piatti realizzati con prodotti tipici del Salento ed altri realizzati con prodotti tipici del Friuli .
Tutti piatti erano di altissima qualità, con un eccellente presentazione.
Un 10 e lode va alla Burrata in pasta Kataifi con capocollo di Martina Franca, la dolcezza della burrata abbinata alla croccantezza della pasta Kataifi; assieme al capocollo di Martina Franca , i pomodorini leggermente saltati , con le olive e le perle basilico,  hanno creato un connubio perfetto di sapori.
Molto interessanti anche i funghi porcini abbinati ad una particolare salsa di carote , erano il perfetto abbinamento al rotolo di sella di maialino da latte .
 
Un ambiente cordiale , familiare , con un personale molto cortese e attento alle esigenze dei clienti .
Ci siamo trovati molto bene e contiamo di tornare presto a far visita  al Ristorante La piramide.

domenica 9 novembre 2014 41 commenti

Mezze penne con gruyère e funghi chiodini




Il tema del contest #noiCHEESEamo,
contest che si svolge in collaborazione con il blog Peperoni e Patate e Formaggi della Svizzera è :
"Le ricette del cuore". Io adoro la pasta ed apprezzo molto anche i funghi chiodini, ho deciso quindi di realizzare una pasta ai funghi ed impreziosirla con la cremosità del formaggio gruyère.

Ingredienti per 4 persone :
320 gr. di mezze penne
140 gr. di formaggio Le Gruyère Dop
400 gr. di funghi chiodini
1 spicchio d'aglio
1ciuffo di prezzemolo
un pizzico di di Shichimi tōgarashi
una noce di burro
sale fino
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : iniziamo col preparare i funghi trifolati , lavate e mondate i funghi .

In un tegame fate rosolare lo spicchio d’aglio con la giusta quantità di olio extra vergine di oliva, aggiungete i funghi , fateli cuocere a fuoco dolce per 25 minuti. Al termine spegnere il fuoco, eliminare lo spicchio d’aglio , regolare di sale aggiungere un pizzico di Shichimi tōgarashi ,  quindi aggiungere il prezzemolo tritato.

Grattugiate a fiammifero Le Gruyère Dop.

Cuocere le mezze penne in abbondante acqua salata, scolarle al dente farle saltare con una noce di burro , il gruyère grattugiato e i funghi chiodini . Servire subito con una spolverata di prezzemolo .

Vino consigliato : Pinot nero del Friuli

Con questa ricetta partecipo al contest : #noiCHEESEamo






martedì 4 novembre 2014 69 commenti

Risotto alla zucca con formaggio Gran Moravia e gocce di aceto balsamico



Il risotto alla zucca è un tipico piatto dell’Italia settentrionale, un piatto ideale per la stagione autunnale.
Oggi vi suggerisco come cucinare la zucca in modo semplice e veloce, in modo da ottenere un delizioso risotto, ricco di sapore .

Ingredienti per 4 persone
280 gr. di riso carnaroli
400 gr. di zucca
120 gr. di formaggio Gran Moravia in fette
1 spicchio d’aglio di Sicilia Bonomo
1 foglia di alloro
100 ml. di prosecco
500 ml di brodo vegetale
aceto balsamico q.b.
sale fino
pepe nero
una noce di i burro
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : pulite la zucca, privandola dei semi e togliendo la buccia ( dovete ottenere circa 300 gr. di polpa di zucca ) , poi tagliatela a cubetti .
Fate rosolare in un tegame lo spicchio d’aglio con la foglia di alloro, aggiungete i cubetti di zucca e fateli dorare, sfumate con un mestolo di brodo, abbassate la fiamma e fate cuocere per una decina di minuti, poi salate e pepate.
A questo punto prelevate dal tegame la metà della zucca , frullatela e tenetela da parte.

Incorporare quindi nel tegame il riso , farlo tostare , sfumare con il prosecco, poi aggiungere gradualmente il brodo vegetale, mescolare spesso e portare il riso quasi a cottura.

Dalle fette di formaggio Gran Moravia ricavare 16 piccoli rettangoli che serviranno per decorare il risotto, poi tritate il rimanente formaggio.
A fuoco spento mantecare il risotto con il frullato di zucca , il formaggio e una noce di burro.
Fate riposare il riso nella pentola per 1 minuto, in questo modo si amalgamerà meglio.

Presentazione del piatto: disporre il risotto sul piatto, decorare con quattro piccoli rettangoli di formaggio Gran Moravia , e poi con delle piccole gocce di aceto balsamico. Decorare a piacere con del finocchietto fresco.