giovedì 21 maggio 2015 34 commenti

Cantine Settesoli 2014 Vendemmia da sogno




Fondata nel 1958 a Menfi in provincia di Agrigento per iniziativa di un gruppo di viticoltori, l’azienda si è sviluppata nel corso dei decenni. Cantine Settesoli rappresenta oggi la più grande azienda vitivinicola siciliana, i cui terreni vitati estesi per 6.000 ettari le consentono di potersi definire il vigneto più grande d’Europa e il più importante della Sicilia. Questo ne fa non solo la più grande azienda vitivinicola siciliana, ma anche una grande fonte di occupazione: nella zona di Menfi, il 70% delle 5.000 famiglie presenti sono coinvolte a vario titolo nell’attività dell’azienda. Con i suoi 2.300 soci, quattro stabilimenti, una capacità lavorativa di circa 500.000 quintali di uve all’anno, una produzione di 24 milioni di bottiglie di vino prodotte ogni anno e una costante attenzione ai temi ambientali e sociali, Cantine Settesoli si impone come protagonista del panorama vitivinicolo nazionale ed internazionale.
Delle cantine settesoli vi avevo già parlato qui  .
Il 2014 è stato per molte regioni un’annata difficile, ma nel territorio di Menfi ha dato risultati al di sopra di ogni aspettativa.


L’agronomo di Cantine Settesoli, Filippo Buttafuoco, dichiara: “La vendemmia 2014 nel nostro territorio ha dato risultati memorabili, al di sopra di ogni aspettativa.
 
 Grazie ad un inverno mite, una primavera piovosa ed un’estate fresca e ventilata, la produzione ha una qualità elevatissima.
 
Qui a Menfi queste condizioni hanno consentito la maturazione lenta ed equilibrata delle uve che hanno dato vita a vini dall’aroma pieno e dai colori intensi e vibranti.
Domenico De Gregorio, Enologo di Cantine Settesoli, spiega nel dettaglio: “Quest’anno Chardonnay, Inzolia, Grillo e Grecanico si distinguono per la grande eleganza e una complessità aromatica davvero ottima. Sono sapidi e freschi, fruttati e di buona acidità”.
 Ad attestarlo un panel di degustazione coordinato da Cantine Settesoli e guidato dal winemaking team, che ha coinvolto consumatori, trade e stampa. L’Enologo di Cantine Settesoli dà anche una piccola anticipazione sulla nuova annata dei rossi, che saranno imbottigliati solo nella tarda primavera: “Nero d’Avola, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot, in purezza o in blend, sono vini dal corredo tannico eccellente, di grande intensità e struttura e si preannunciano eleganti e complessi. Posso dire con certezza che l’annata 2014 ha prodotto vini dalla forte identità territoriale.”

Io e Diocleziano abbiamo partecipato al Vinitaly 2015 ed abbiamo personalmente tastato alcuni vini di questa vendemmia da sogno delle cantine Settesoli . Il vino che ci ha letteralmente conquistati è il Seligo Bianco Doc Sicilia 2014 , un vino con un profumo e una complessità di sapori tale da conquistare anche i palati più esigenti.


Colore: giallo paglierino con delicate sfumature tendenti al verde brillante
Profumo: floreale con note di albicocca matura, fiori d’arancio e buccia di limone
Sapore: piacevolmente sapido e di buona freschezza, sul finale si avvertono gradevoli note agrumate e di menta
Grado alcolico: 13% vol
 Territorio di origine: Sicilia sud occidentale / Menfi / AG
Vitigno: Grillo 50%, Chardonnay 50%
Classificazione: bianco Sicilia DOC
Abbinamenti: ottimo con piatti a base di pesce crudo e primi di pesce particolarmente gustosi .

Il Seligo bianco Doc Sicilia 2014 ha conquistato la Medaglia d’Oro alla più importante degustazione di vini internazionali della Germania, il Berliner Wein Trophy 2015.
 
La diciannovesima edizione del Trofeo nato nel 2004, ha visto una giuria internazionale di esperti riunita a porte chiuse, presso l’Hotel am Borsigturm a Berlino per degustare oltre 4.600 vini provenienti da 30 differenti nazioni . I vini sono stati degustati da esperti giudici arrivati a Berlino da 28 nazioni differenti, europei e non solo.

Dopo la medaglia d’oro vinta da Seligo bianco Settesoli al Berliner Wine Trophy 2015, ecco un altro riconoscimento che premia il lavoro costante dei soci della cooperativa: Chardonnay Settesoli DOC Sicilia 2014 ha vinto la medaglia d’argento alla 22° edizione del Concorso internazionale Chardonnay du Monde tra 826 Chardonnay provenienti da ben 41 Paesi.

Vito Varvaro, presidente di Cantine Settesoli, commenta così il riconoscimento ottenuto:
 “ Quest’anno, non a caso, abbiamo deciso di focalizzare la comunicazione sul risultato eccellente di questa annata 2014 che, in sinergia con il lavoro dei soci e di tutto il team, ci dà la possibilità di esportare con orgoglio la qualità dei nostri vini nel mondo.
La nostra cooperativa è il più grande vigneto della Sicilia e vende il 70% della produzione all'estero. I riconoscimenti ottenuti premiano la qualità dei nostri vini e credo che produrre qualità a dei prezzi competitivi sia la chiave per risollevarsi dalla crisi.
 Bisogna fare rete e presentare la qualità dell’eccellenza enogastronomica italiana anche ai mercati esteri, cosa che abbiamo fatto a Vinitaly e che faremo anche durante i sei mesi di Expo,

Condivido il pensiero di Vito Varvaro e mi complimento per il lavoro svolto da tutto lo staff delle Cantine Settesoli.
giovedì 14 maggio 2015 36 commenti

Fettuccine al peperoncino con scarola , olive e polvere di capperi



Ingredienti per 4 persone :

250 gr. di fettuccine al peperoncino Filotea
1 cespo di scarola
4 filetti di acciughe all’olio d’oliva Nostromo
20 olive taggiasche
1 spicchio d’aglio
1 foglia di alloro
20 gr.  di polvere di capperi La Nicchia
sale fino q.b.
pepe nero q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento: lavare e mondare con cura la scarola, quindi lessarla in acqua bollente salata per 5 minuti . Scolarla , strizzarla e tritarla grossolanamente al coltello. Far rosolare in una padella con un filo di extra vergine di oliva lo spicchio d’aglio con la foglia di alloro, abbassare la fiamma , aggiungere i filetti di acciuga e farli sciogliere , quindi aggiungere la scarola tritata, e di seguito le olive taggiasche ; fate cuocere fino a quando la salsa si sarà addensata ( 20 minuti circa ) . Al termine regolare di sale e pepe .
 
Fate cuocere le fettuccine al peperoncino in abbondante acqua salata , scolatele al dente e fatele saltare nel sugo di scarola.
 
Presentazione del piatto : porre al centro del piatto un nido di pasta , decorare con una foglia cuor di scarola , spolverare con la polvere di capperi. Terminare il piatto con un filo di olio extra vergine di oliva.
 
Vino consigliato : Pinot bianco Sicilia.









domenica 10 maggio 2015 55 commenti

Pennetta con asparagi, pollo allo yogurt e crumble di parmigiano



Adoro i primi piatti con asparagi e formaggio, ed ora vi presento la ricetta che ho ideato oggi, aggiungendo a questa combinazione dei cubetti di pollo allo yogurt.

Ingredienti per 4 persone :
280 gr. di Pennetta Grano Armando
300 gr. di asparagi verdi già mondati e lavati
2 fettine di pollo ( 200 gr. )
250 gr. di yogurt bianco
2 spicchi d'aglio
rosmarino
prezzemolo
timo
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo.

Per il crumble di parmigiano :
30 gr. di parmigiano
30 gr. di farina
30 gr. di burro
1 stelo di erba cipollina
1 stelo di prezzemolo

Procedimento : inserire in una ciotola le erbe tritate con l’aglio tritato , aggiungere lo yogurt , sale e pepe, ed infine aggiungere un filo di olio extra vergine di oliva , mescolare bene. Disporre le fettine in un recipiente e versarci sopra la marinata. Coprire il recipiente con una pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per almeno 6 ore , girando di tanto in tanto la carne .
 
Tagliare a rondelle gli asparagi. Far rosolar in una padella con un filo di olio uno spicchio d'aglio, aggiungere poi gli asparagi , farli cuocere velocemente , mescolando spesso con un cucchiaio di legno ( devono rimanere croccanti ). Spegnete il fuoco, eliminate lo spicchio d’aglio, salate , pepate , mescolate e tenete da parte .

Procediamo con la preparazione del crumble : in una ciotola inserire la farina, il formaggio grattugiato, il burro e le erbe tritate. Formare delle briciole grossolane e farle cadere cadere su un foglio di carta da forno. Cuocere nel forno cado a 180° per 10 minuti circa . Una volta raffreddate sono pronte . Ottime anche per l'aperitivo.
 
Scolate le fettine di pollo dalla marinata e tagliatele a cubetti. Porre sul fuoco una padella in ceramica , quando è ben calda far saltare velocemente i cubetti di pollo ( devono rimanere morbidi ) spegnete il fuoco e teneteli da parte.
 
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata , scolarla al dente e farla saltare nel sugo di asparagi assieme al pollo allo yogurt e due cucchiai di yogurt.
Servire la pasta con una spolverata di crumble al parmigiano.

Vino consigliato : Riesling Italico del Veneto orientale.










domenica 26 aprile 2015 35 commenti

La festa del bocolo : risotto con scampi, petali di rosa e prosecco



Venezia è una città ricca di fascino, storia e tradizioni , possiede tutta una serie di ricorrenze e tradizioni locali. 
Il 25 aprile , in tutta Italia si celebra la liberazione dal dominio nazifascista, ma per Venezia è anche la festa del santo patrono, San Marco, e anche la festa del bocolo. Infatti in questa data è usanza comune che ogni uomo doni un bocciolo di rosa rossa , alla propria amata come pegno del loro amore. Questa usanza è molto conosciuta anche nell’entroterra veneziano e si festeggia anche nel mio paese. 
Molte sono leggende legate a questa festa, io vi racconto quella più accreditata. La leggenda del bocolo risale ai tempi del Doge Orso I Partecipazio , 14° Doge della Serenissima (864-881), la cui figlia Maria divenne la protagonista femminile. Maria , soprannominata Vulcana, si innamorò di un trovatore, Tancredi, ma le umili origini dell’amato non permettevano ai due di coronare il loro segno d’amore. Allora Vulcana suggerì a Tancredi di partire per combattere contro gli infedeli, con la speranza che tornasse glorioso e famoso. Tancredi partì e ben presto le notizie delle sue gloriose imprese si diffusero in tutti i territori cristiani fino ad arrivare a Venezia, che ormai aspettava il ritorno del giovane in patria per accoglierlo con tutti gli onori riservati agli eroi. 
 Ma un brutto giorno Tancredi perì in battaglia e si accasciò su un rosaio di rose bianche, macchiando con il proprio sangue un boccolo di rosa. Privo ormai di forze riuscì a consegnare il fiore al fidato amico Orlando , che lo portò a Vulcana. Straziata dal dolore, la giovane si ritirò nelle sue stanze : la mattina seguente venne trovata morta con il boccolo di rosa posato sul cuore.
Era il 25 aprile, giorno in cui a Venezia si festeggia San Marco. 
 Si dice che da questa leggenda derivi la festa del bocolo e cioè l'usanza comune che in questo giorno ogni uomo doni alla sua amata un bocciolo di rosa rossa.
 
Attorno alla festa del bocolo si sono sviluppate col tempo numerose manifestazioni collaterali, infatti molto famosa nella mia zona e : Il Ballo della rosa . Ma non solo , in molto ricettari antichi e anche recenti, potete trovare ricette ideate per questa occasione , ed ora vi presento la ricetta che io ho realizzato per la festa del bocolo: 

Risotto con scampi, petali di rosa e prosecco


Ingredienti per 2 persone :
140 gr. di riso carnaroli
7 scampi
1 bocciolo di rosa rossa non trattata con petali carnosi
100 ml. di prosecco
1 spicchio d'aglio
1 foglia di alloro
 2 steli di prezzemolo
70 gr. di burro 500 ml. di brodo vegetale
sale fino
 pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento , iniziamo col preparare il burro aromatizzato alla rose : lavare ed asciugare con cura i petali di rosa poi tagliarli a striscioline ( per 2 persone ho usato 7 petali di rosa ). 
Sciogliere il burro a bagnomaria , lasciarlo intiepidire , poi inserite i petali di rosa tritati, mescolate delicatamente con un cucchiaio e tenete da parte. 
 Lavare con cura gli scampi, praticare con una forbice un taglio sulla pancia in senso orizzontale ed eliminare il budellino. 
 Porre sul fuoco una risottiera con tre cucchiai di olio extra vergne di oliva, aggiungere lo spicchio d'aglio e la foglia di alloro e farli colorire , quindi aggiungere gli scampi e farli rosolare per 1 minuto a fuoco alto, quindi toglierli dalla risottiera e spegnere il fuoco. 
Togliere la testa e il carapace , tenerne due interi , gli altri tagliarli a tocchetti, Porre i gamberi in una ciotola , condirli con un trito di prezzemolo , olio, sale e pepe , coprire il recipiente e tenere da parte. 

Porre la risottiera sul fuoco e quando l'olio è caldo aggiungere il riso e farlo tostare , poi sfumare con il prosecco, una evaporato il vino aggiungere gradualmente il brodo vegetale e portare il riso a cottura mesclando spesso.
 A fuoco spento aggiungere i tocchetti di scampi e il burro aromatizzato alle rose , mescolare bene per far mantecare il risotto, lasciar riposare il riso due minuti prima di servirlo.
 Servire il risotto con una coda di scampo e un ciuffetto di germogli di alloro.

Vino consigliato: Prosecco di Valdobbiadene IGP








martedì 14 aprile 2015 49 commenti

Ciambella Victoria sponge cake



Il 24 maggio 1819 a Londra nel Palazzo di Kensington nasceva Vittoria, futura sovrana di Inghilterra che a soli 18 anni sali sul trono più potente del mondo.
Si racconta che da bambina la sua istitutrice le proibisse quasi sempre di bere il tè ,considerato troppo prezioso allora per essere sprecato, tanto che appena Vittoria sali al trono chiese che le fosse finalmente portata una tazza di tè e cosi fu fatto.
Durante i suoi tè pomeridiani, che trovano origine proprio a quel tempo alla corte di Palazzo, la Regina amava mangiare una torta a base di un sostanzioso pan di Spagna, arricchito di burro nell'impasto e farcito nel mezzo di crema al burro e marmellata di fragole o lamponi, questo dolce infatti viene comunemente chiamato anche Victoria Sandwich .
Questo dolce dedicato alla regina Vittoria , è il dolce che accompagna solitamente ancor oggi il tè pomeridiano degli inglesi, perché  si sa che gli inglesi sono fedeli alle loro tradizioni e fieri dei loro Reali.
 La Victoria sponge cake ha solitamente forma rotonda,  per la mia ricetta ho utilizzato due stampi a ciambella ⌀ 20 cm.
Ricetta  e note adattate da :  L'ora del tea

Ingredienti per due tortiere a ciambella ⌀ 20 cm.

225 g di burro morbido
200 g di zucchero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
4 uova grandi
200 g di farina autolievitante
25 gr. di maizena

Per il ripieno :
250 ml. di panna fresca
100 ml. di mascarpone
1 vasetto di confettura extra gusto amarena Vis
2 cucchiai di zucchero

Per guarnire :
1 bustina di zucchero a velo


Procedimento : lavorate a crema il burro che avrete tenuto a temperatura ambiente con lo zucchero;  sbattete a parte le uova intere e unitele al burro un po’ alla volta, aggiungete l’estratto di vaniglia , poi unite le farine setacciate mescolando molto delicatamente con un cucchiaio di legno, quindi dividete l'impasto in due tortiere a ciambella , imburrate e infarinate e cuocete in forno a 170° per circa 25-30 minuti.
 Lasciare le torte nelle teglie su una gratella per 10 minuti e poi capovolgerle   per farle raffreddare completamente, quindi con l’aiuto di due coltelli dividetele a metà.
 
Montate a neve con due cucchiai di zucchero la panna fresca, poi aggiungete il mascarpone e continuate a frullare sino ad ottenere un composto omogeneo.
 
Sul primo anello della Sponge cake spalmate uno strato generoso di panna montata e mascarpone , poi stendete metà vasetto di confettura extra amarene. Posizionate sopra il secondo disco della ciambella , premete leggermente  quindi spolverate con dello zucchero a velo.
Procedete allo stesso modo con l’altra ciambella.

Ed ecco la fetta :

Ho servito la mia Victoria Sponge cake abbinata a del tè deteinato alla pesca.