martedì 6 dicembre 2016 6 commenti

Presentazione Cucinare 2017


Oltre 130 eventi tra degustazioni, show cooking e minicorsi di cucina, 150 espositori: l’evento gastronomico del Nordest ritorna alla Fiera di Pordenone .

Grande attesa per la quinta edizione di “CUCINARE”, il Salone dell’enogastronomia e delle tecnologie per la cucina di Pordenone Fiere che apre le porte a focus dedicati a vino, birra artigianale e cucina green .

Quasi ultimato il programma della 5^ edizione di Cucinare, Salone dell’enogastronomia e delle tecnologie per la cucina in programma alla Fiera di Pordenone dall’11 al 14 febbraio 2017 sotto la direzione artistica di Fabrizio Nonis. I 18.000 visitatori di Cucinare 2016, di cui 15% operatori del settore, sono indicatori del successo crescente della manifestazione che punta a diventare l’evento fieristico di riferimento nel Nordest sia per il pubblico professionale che per gli appassionati di cucina, grazie ad un format innovativo che affianca stand commerciali ad un variegato calendario di eventi.
Circa 150 gli espositori presenti in fiera, provenienti da 17 Regioni, in rappresentanza dei due macro settori di riferimento di Cucinare: le filiere agroalimentari delle eccellenze made in Italy (aziende vitivinicole, birrifici e distillerie, salumifici, caseifici, oleifici; produttori di pasta, pasticcerie e prodotti da forno; prodotti ittici) e le tecnologie per la cucina (accessori, arredamento e complementi d’arredo per le cucine professionali; attrezzature per cottura, refrigerazione, lavaggio e preparazione per bar, ristoranti). In programma durante il Salone oltre 130 iniziative tra dimostrazioni, degustazioni, minicorsi e show cooking che hanno come protagonisti le associazioni, le istituzioni, i produttori, i ristoratori del territorio tutti impegnati nel presentarne le eccellenze enogastronomiche. Punta di diamante della manifestazione è sicuramente Stars Cooking, l’evento nell’evento ideato e realizzato da Fabrizio Nonis che porta ogni anno alla Fiera di Pordenone chef stellati di fama internazionale e volti noti della TV. C’è grande attesa per conoscere i protagonisti dell’edizione 2017 di questo format che ha ospitato in passato chef del calibro di Carlo Cracco, Luca Montersino, Massimiliano Alajmo, Giancarlo Perbellini, Emanuele Scarello, Gennaro Esposito, Chef Rubio, Luca e Nicola Portinari….. Cucinare 2017 dedicherà approfondimenti ad alcuni settori di riferimento per il settore l’agroalimentare. La novità dell’anno sarà VINUM, 1^ rassegna espositiva dedicata alle aziende vinicole e distillerie, in collaborazione con AIS FVG, FISAR Pordenone e FIS FVG e la media partnership de I Grandi Vini. Un’area della manifestazione sarà dedicata a stand commerciali, confronti, percorsi e degustazioni guidate per far conoscere ed assaggiare ai visitatori vini provenienti da diverse regioni italiane (dall'amarone DOCG alla falanghina del Sannio DOP, dal prosecco DOCG al barbaresco DOCG). Dal vino alla birra: ritorna, rinnovata a Cucinare 2017 la rassegna BEER&CO, l'area espositiva riservata ai birrifici artigianali e beer firm italiani: stand, degustazioni, laboratori e tanti eventi valorizzeranno questo mondo che conta numerosissime eccellenze. Grande attenzione anche per i nuovi stili e buone pratiche alimentari, dal biologico al vegano, alla cucina naturale: è questo il focus di Cucinare Green, un nuovo settore di Cucinare 2017 con un ricco programma di laboratori ed incontri sul tema oltre alla possibilità di acquisto di prodotti certificati negli stand. Tante le collaborazioni prestigiose che affiancano la manifestazione: Friuladria Crédit Agricole, Electrolux Professional e Pasta Zara, main partner, Coop Alleanza 3.0 e ERSA, partner tecnici, Camera di Commercio di Pordenone le collaborazioni.
Partecipano all’organizzazione della manifestazione anche : l’accademia di cucina Qucinando convolta nel programma degli eventi, Ecozema e Locata per la mis en place delle degustazioni, FIPE e Ascom Confcommercio di Pordenone che coordineranno la presenza di tanti chef del territorio e per la prima volta Palagurmé di Pordenone, nuovo struttura polifunzionale di Pordenone dedicata a fare formazione e divulgare cultura e qualità del food &beverage, Eurobevande, azienda friulana di distribuzione bevande e servizi e Slow Food del Pordenonese presente con tutti i presidi del Friuli Venezia Giulia e laboratori.
Sono media partner della manifestazione Italia a Tavola, Fuocolento, QB Quantobasta, I Grandi Vini e Sconfinando. Espositori d’eccellenza ospiti di fama internazionale, partner prestigiosi, grande popolarità tra addetti ai lavori e appassionati di cucina: ci sono quindi tutti i presupposti affinché la quinta edizione di Cucinare consacri questo evento come punto di riferimento per il business della cucina a Nordest. Cucinare, per piacere per mestiere.

Fiera di Pordenone dall’11 al 14 febbraio 2017,
orario 10.00-20.00, martedì 14 orario 10.00-18.00.
www.cucinare.pn

Foto edizione 2016









domenica 27 novembre 2016 24 commenti

Tagliatelle al saor di peperoni, sugo di spezzatino e granella di cucunci



Oggi vi presento una mia nuova ricetta , delle tagliatelle all’uovo ( di altissima qualità “ Filotea” ) condite un sugo di spezzatino di vitello e un saor di peperoni ; non si tratta della ricetta tradizionale veneta del saor , ma di una mia versione della ricetta , che annovera tra i suoi ingredienti anche la cipolla rossa di Cavasso Nuovo e i capperi di Pantelleria . Per dare un tocco particolare al piatto, ho usato una spolverata di granella di cucunci ( il frutto finale del cappero ) .

Ingredienti per 4 persone :
250 gr. di tagliatelle all’uovo Filotea
370 gr. di spezzatino di vitello
½ cucchiaio di granella di cucunci La Nicchia
2 peperoni rossi
1 scalogno
1 cucchiaio di capperi dissalati La Nicchia
1 cipolla rossa di Cavasso Nuovo
1 carota
1 foglia di alloro
300 ml. di vino bianco secco
500 ml. di brodo vegetale
un pizzico di zucchero di canna
100 ml. di aceto di mele
sale fino q.b.
peperoncino dolce q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo



Procedimento : tagliare la carne da spezzatino a piccoli cubetti . Tritare finemente la carota e lo scalogno, farli rosolare a fuoco dolce ; aggiungere la carne a cubetti e farli ben rosolare da tutti i lati . A questo punto aggiungere 150 ml. di vino bianco e farlo sfumare, abbassare la fiamma aggiungere la foglia di alloro, il sale e un pizzico di peperoncino . Aggiungete il brodo gradualmente e portate a cottura .




Affettare sottilmente la cipolla , farla rosolare in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva assieme ai capperi dissalati, sfumare prima con l’aceto e una volta evaporato, abbassare la fiamma aggiungere un pizzico di zucchero di canna , e poi il vino bianco farlo sfumare , continuare la cottura a fuoco dolce per altri 15 minuti.

Lavare con cura i peperoni , sbucciarli ( non gettate le bucce , potete essiccarle e poi realizzare della polvere di peperone ) e tagliarli a cubetti. Fate saltare velocemente in una wok con un filo di olio extra vergine di oliva i cubetti di peperone , poi aggiungeteli al saor di cipolla . Rimettete sul fuoco la padella con sugo di spezzatino , aggiungete il saor di peperoni e fate cuocere a fuoco dolce per altri 7 minuti, in modo da far amalgamare bene i sapori .

Fate cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata , scolatele al dente e fatele saltare con il sugo si spezzatino e il saor di peperoni .

Presentazione : porre al centro del piatto un nido di tagliatelle , spolverare intorno con della granella di cucunci , decorare a piacere con erbe aromatiche.

Vino consigliato : Lison DOCG Veneto orientale



martedì 22 novembre 2016 34 commenti

Risotto alla zucca con sentori di tartufo e capesante flambées



Ingredienti per 2 persone :

140 gr. di riso S. Andrea Riso Goio 1929
4 capesante medie
25 gr. di burro al tartufo bianco Grazioli Tartufi
90 gr. di polpa di zucca cotta a vapore
500 ml. di brodo vegetale
alcune fettine di scalogno
70 ml. di vino bianco
2 fettine di aglio
prezzemolo q.b.
10 cl. di cognac
peperoncino dolce Bonomo q.b.
sale fino q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo

La famiglia Goio ha iniziato la sua tradizione nel campo del riso grazie al fondatore Ernesto che nacque nel 1903. Nel 1929, dall’area di Novara si trasferì a Rovasenda dove diede vita all’attività affittando i terreni agricoli dei Conti di Rovasenda, nel cuore dell’area pedemontana detta Baraggia Vercellese, terreni argillosi che si prestano alla coltivazione del riso grazie a questa caratteristica naturale.


Nel corso degli anni, Ernesto, acquistò parte delle terre e nel 1964 grazie all’arrivo di Pietro in azienda è stato possibile incrementarne le superfici adibite a coltivazione. In seguito fu Emanuele che, da sempre convinto che il riso coltivato nel territorio della Baraggia avesse qualità superiori, aderì con entusiasmo alla valorizzazione della “Dop riso di Baraggia Biellese e Vercellese”, riconoscimento Europeo ottenuto nel 2007.
Emanuele , che abbiamo avuto il piacere di conoscere a Golosaria Milano 2016 , continua la tradizione di famiglia con grande passione, quella passione che rende il riso Goio unico nel suo genere.
Il Riso Goio si distingue per la sua elevata capacità di eccellere al confezionamento di ogni tipo di piatto: dai più raffinati risotti, alle minestre, dolci o semplicemente lessato come contorno.

Per ulteriori info visitate il sito : http://www.risogoio.com/it/




Passiamo ora alla ricetta : staccare le capesante dalla conchiglia e lavarle con cura , poi asciugarle con carta cucina . In una ciotola versare la giusta quantità di olio extra vergine di oliva, le fettine di aglio, il prezzemolo tritato grossolanamente e un pizzico di peperoncino dolce , inserire le capesante , mescolare , coprire la ciotola con un film trasparente e lasciar riposare in frigo per 30 minuti .

Tritare finemente lo scalogno farlo rosolare con tre cucchiai di olio extra vergine di oliva, aggiungere il riso e farlo tostare poi sfumare con il vino bianco, aggiungere un  mestolo di brodo e continuare dolcemente la cottura. Dopo 7 minuti dall'inizio della cottura aggiungere la polpa di zucca, mescolare , aggiungere gradualmente il brodo e portare a cottura , spegnere il fuoco e mantecare con il burro al tartufo bianco .

Nel frattempo preparare le capesante flambées, scolare le capesante dalla marinata, farle cuocere ½ minuto per lato in una wok caldissima, salare ,  inclinare la leggermente la padella e flambare con il cognac .
Presentazione : porre al centro del piatto un mestolo di risotto, posizionare al centro due capesante flambées , decorare a piacere con due steli di erba cipollina.

Ho abbinato a questo piatto un Prosecco EXTRA DRY MILLESIMATO DOC De Giusti




martedì 15 novembre 2016 44 commenti

Bombolotti di farro con crema di fagioli borlotti e cozze



Ingredienti per 4 persone :

250 gr. di bombolotti di farro trafilati al bronzo TARALL'ORO
250 gr. di fagioli borlotti di Sicilia Bonomo
1 Kg. di cozze
100 ml. di vino bianco
50 gr. di pancetta piacentina DOP " La Castellana" Salumificio La Rocca
1 spicchio d’aglio
1 foglia di alloro
1 scalogno
1 carota
½ costa di sedano
3 gambi di prezzemolo
un pizzico di peperoncino Bonomo
germogli di ravanello rosso q.b.
germogli di alfa-alfa ( erba medica )
sale q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo

Per questa ricetta ho utilizzato una pasta di farro trafilato al bronzo, formato bombolotti. Una pasta di altissima qualità prodotta dall’azienda TARALL’ORO , qui trovate tutte le certificazioni .

Nelle ridenti campagne del sud-est Barese, precisamente a Turi, nasce nel 1982 la Tarall'Oro.


Nelle ridenti campagne del sud-est Barese, precisamente a Turi, nasce nel 1982 la Tarall'Oro. Inizialmente come tarallificio, questa attività si è subito posta come obiettivo principale quello di riuscire a soddisfare le esigenze dei consumatori.
In effetti dopo pochi anni, decide di offrire alla propria clientela nuovi prodotti, conservando però la qualità di sempre avviando così una nuova linea che prevede questa volta la produzione di pasta artigianale che trova subito un buon riscontro sul mercato. La produzione avviene con l'utilizzo di semola extra calibrata ottenuta per l'estrazione dal miglior grano duro delle murge.
Inizialmente il processo di lavorazione avveniva per mezzo di macchinari artigianali che consentivano esclusivamente la produzione di pasta formata come orecchiette, cavatelli, fusilli, strascinate, capunti ecc.
Negli anni successivi invece, grazie alla continua richiesta da parte dei clienti che hanno contribuito alla crescita dell'azienda, sono state installate nuove linee di produzione e adottati nuovi macchinari dotati di trafile ed inserti in bronzo che hanno permesso l'incremento delle referenze tra cui: ciocche, ruote, fiori, pennette, maccheroncini, strozzapreti ecc.
Nel 2000, viene installata un'altra linea di produzione artigianale per consentire all'Azienda di produrre tagliolini e spaghetti rigati di qualità.
Nonostante siano adottate nuove tecnologie nel corso degli anni, la produzione è comunque rimasta fedele alle tradizioni per conservare i sapori di una volta.

Veniamo quindi alla ricetta.


Procedimento : la sera precedente mettere a bagno i fagioli in abbondante acqua fredda. Il giorno seguente scolarli , sciacquarli sotto l’acqua corrente ed inserirli in una casseruola con abbondante acqua fredda , assieme ad una piccola carota , uno scalogno , ½ costa di sedano e 1 foglia di alloro. Farli cuocere per 1 ora e 30 minuti ; se li fate cuocere con la pentola a pressione basteranno 25 minuti .
Una volta cotti passate i fagioli con il passaverdure a maglie fitte . Raccogliete la crema ottenuta in pentolino e tenete da parte.

Pulite bene le cozze raschiandole con la paglietta o con un coltello in modo da eliminare il bisso,  le incrostazioni ed eventuali residui presenti, e lavatele in abbondante acqua corrente più volte sino a quando l’acqua diventerà limpida.
Porre sul fuoco una larga padella con un filo di olio extra vergine di oliva , quando l’olio è caldo aggiungete lo spicchio d’aglio, gli steli del prezzemolo , il vino bianco e un pizzico di peperoncino. Riportare l’intingolo a bollore ed incorporare le cozze . Mettere il coperchio e lasciar aprire i frutti di mare ( 5 minuti circa ) a fuoco vivace. Togliere dal fuoco e scolare i frutti di mare .
Prelevate i frutti dai gusci e tenerli da parte in una ciotola . Filtrate il fondo di cottura delle cozze e fatelo ridurre.

Tritate finemente la pancetta e fatela rosolare in una padella antiaderente , scolate la pancetta dal grasso in eccesso e incorporatela alla crema di fagioli .
Rimettere sul fuoco il pentolino con la crema di fagioli e pancetta , portare e bollore , spegnere il fuoco e tenere al caldo . Regolate di sale . Dovete ottenere una crema di fagioli fluida.
Nel frattempo fate cuocere i bombolotti di farro in abbondante acqua salata , scolateli al dente e fateli saltare nel fondo ridotto di cottura delle cozze . Solo all’ultimo minuto incorporate le cozze .

Presentazione : porre sul piatto un mestolo caldo di crema di fagioli, distribuire sopra i bombolotti di farro con le cozze , e decorare con dei germogli di alfa-alfa e ravanello rosso.
Per questa ricetta ho usato ingredienti e ispirazioni provenienti da varie regioni italiane, mancava il tocco veneto e ispirandomi alla ricetta della pasta e fagioli con il radicchio , ho pensato di aggiungere appunto i germogli di alfa-alfa e di ravanello rosso .


Vino consigliato : Sauvignon Tenuta Luisa .




domenica 6 novembre 2016 36 commenti

La nostra visita a Golosaria 2016




L'11^ edizione di Golosaria Milano 2016 ha avuto inizio sabato 5, e terminerà lunedì 7 novembre 2016 negli spazi del MiCo Milano Congressi.
3 giorni dedicati agli amanti del cibo , del vino e molto altro . 
Oltre 300 espositori de Il Golosario, 80 eventi sui palchi tra talk, show cooking, master e lab e spazio a 10 cucine di strada .

Io e Diocleziano abbiamo visitato Golosaria 2016 sabato scorso, anche in occasione della premiazione del contest Fantasia in Cucina ideato dal Salumificio La Rocca , al quale mi sono classificata terza.

 È l’anno zero del nuovo decennio di Golosaria e noi l’abbiamo trovata in una veste completamente rinnovata e ricca di spunti già a partire dal concept: quella del 2016 è infatti un’edizione-guida tutta da sfogliare, che ha come tema chiave “Dal cibo, le civiltà”.
300 artigiani del gusto selezionati dal best seller Il Golosario raccolti in isole merceologiche che ci hanno permesso di approfondire il concetto di cibo come fattore di civiltà.
Grande spazio quindi alla civiltà del latte e dei formaggi, della norcineria, della carne, della panificazione, ma anche del pesce, dei dolci e dei lievitati, delle paste e cereali, degli olii, del cioccolato, dell’acqua, dei distillati e delle birre artigianali.
Oltre alla grande civiltà del vino, con la presenza di 100 cantine d’eccellenza . Quindi la schiera delle Cucine di Strada , interpretate in maniera alternativa e suddivise in isole ,  che ci hanno trasportato in un viaggio attraverso espressioni particolari e innovative delle cucine regionali.

Il primo stand ad essere visitato è stato quello del Salumificio La Rocca , poi si è svolta la premiazione del contest Fantasia in Cucina al quale mi sono classificata terza con questa ricetta :

Coppa Piacentina DOP in bellavista , con burrata , asparagi e pasta Kataifi



Qui la premiazione con Vittorio Magni , uno dei soci del Salumificio La Rocca


E qui con noi c’è anche Beatrice Crotta di Studio Arco , curatrice del contest .


Siamo poi passati al Food Truck dello Chef Michele Cannistraro di Masterchef  3 , una delle persone che ha selezionato i vincitori del contest.


Abbiamo degustato una delle sue ricette ideate per Golosaria :
la polenta taragna con cotechino sgranato del salumificio La Rocca all'alloro e fonduta di grana padano, un vero tripudio di sapori , un piatto che mi conquistato e che presto voglio provare nella mia cucina.
Con Beatrice poi ci siamo recati allo stand dei Tartufi Grazioli , storico brand della vendita dei tartufi , presente in Milano sin dal 1930


La gentile titolare ci ha fatto assaggiare le assolute novità del brand , le mostarde al tartufo :


la mostarda di anguria bianca con tartufo, la mostarda di zucca delicata con tartufo , e la mostarda di cipolla rossa con tartufo . La nostra preferita è stata la mostarda di zucca delicata con tartufo, a presto sul blog le ricette .

Nello spazio Agorà, abbiamo assistito al master L’anima degli oggetti: la cipolla il design funzionale in cucina con l’esempio del Cuocicipolla. Hanno partecipato Davide Oldani e Angelo Agnelli , relatore Paolo Massobrio .


Lo Chef Davide Oldani ci ha spiegato come è nata sua ricetta della cipolla caramellata ; davvero interessante anche la versatilità del cuocicipolla .


Abbiamo poi deciso di cenare al food Truck del riso Goio Street Food ,



che proponeva questa due ricette : risotto ai funghi e Toma biellese ; e sushi burger di riso con salmone affumicato, avocado e maionese alla salsa di soia .
La nostra scelta è caduta sul riso e ne siamo stati davvero felici, un piatto realizzato con ingredienti di altissima qualità , con un risultato finale  superlativo .


Abbiamo avuto il piacere di conoscere il titolare dell’azienda il signor Emanuele Goio ( al centro nella foto ) che ci ha raccontato la storia della sua azienda nata nel 1929 . Presto sul blog approfondimenti e ricette .

Termino l’articolo con la foto di queste due simpatiche ragazze promoter delle novità  Post it .